La chiesetta fuori porta, quella intitolata alla Madonna dell’Eremita, distrutta dal sisma del 1456 e dall’ultima guerra, è stata ogni volta ricostruita. Anch’essa di natura molto semplice, all’interno presenta un altare posto ad oriente, secondo quello che era il consueto costume Cristiano che, simboleggiando il sorgere del sole, voleva così rappresentare la resurrezione di Gesù. Dietro l’altare si trova la statua della Madonna; una lapide posta a destra dell’entrata ricorda i restauri effettuati nel 1696, oltre due secoli dopo il sisma che la distrusse. Nelle sue immediate vicinanze si svolge ogni anno la festa del 2 Luglio e la cittadinanza partecipa in massa alla tradizionale scampagnata nel bosco, fatto di querce ed altre piante ultracentenarie. La Chiesa si raggiunge uscendo dal paese e seguendo la S.S. 558; passati sotto il viadotto della superstrada, si gira a destra e si percorrono i tornanti in salita che conducono fin davanti la Madonna dell’Eremita.
Questa Chiesa si trova nel bosco secolare di Scodanibbio ed è intitolata alla "Madonna degli Eremiti". Secondo il Celidonio venne donata da Guglielmo II il Normanno al monastero di Santa Maria di Cinquemiglia ed ai suoi frati, in suffragio del padre Guglielmo il Malo; tale donazione fu riconfermata da Oderisio e Bernardo conti Di Sangro. Nel 1414 poiché i suoi beni erano stati usurpati e rovinati da Antonio Di Sangro diventò giurisdizione del vescovo di Valva e Sulmona. Nel 1421 il Monastero di Santa Maria di Cinquemiglia ricadde sotto la giurisdizione della Mensa Arcipretale di S. Maria in Cielo Assunta. Papa Martino V scriverà addirittura una lettera all'Arciprete attribuendogli ogni autorità atta a frenare l'ingiusto dominio di Lotto Sardi vescovo di Valva e Sulmona, ma il Monastero tornò definitivamente a far parte della Chiesa Arcipretale di Castel di Sangro solo a partire dal 12 febbraio 1423. Questa Chiesa venne danneggiata dal terremoto del 1456 e restaurata nel 1696. Successivamente fu danneggiata seriamente nel corso dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e restaurata.
Il culto della Madonna degli Eremiti ha quindi origini medievali e per la vita eremitica veniva scelto un luogo solitario per la ricerca della vita contemplativa che spesso coincideva con la periferia suburbana.
La Chiesa dispone di un altare con la statua della Madonna degli Eremiti alla quale la popolazione è molto devota, tanto da celebrarvi una festa il giorno 2 luglio, ricorrenza della Visitazione. L'altare è abbellito con due stemmi dell'Ordine gerosolimitano, appartenuti alla Chiesa della Maddalena.
Un tempo tale festa si celebrava la prima domenica di luglio e i fedeli accorrevano presso la chiesa per ritrovarsi, trascorrendo così insieme un'allegra giornata fuori porta con amici e parenti. Per questa ragione era considerata come "la festa di tutte le famiglie".
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F.P. Tosti
Castel di Sangro è un comune italiano della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Tradizionalmente parte integrante del Sannio, costituisce il principale centro dell'Alto Sangro, nonché il più attivo centro turistico, industriale, commerciale e sportivo della zona. La città sorge sul limitare di una valle molto ampia, sulla riva destra del Sangro, nel bacino dell'Alto Sangro. Lo stemma e il gonfalone (drappo partito di rosso e di giallo) sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 17 maggio 2002. Il Comune è stato insignito del Titolo di Città per Concessione e Privilegio di re Carlo III di Napoli e Sicilia del 20 ottobre 1744, nonché della Medaglia di bronzo al Merito Civile.
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